Sempre emozionante osservare una Eclissi Solare.
martedì 25 ottobre 2022
Osservando una Eclissi Solare
domenica 9 ottobre 2022
L'attesa della Luna
Ci sono spettacoli che durano pochi minuti e che cambiano continuamente davanti ai nostri occhi.
Questa sera, alla vigilia del plenilunio di ottobre, la Luna è emersa lentamente dal mare, accompagnando il passaggio dal crepuscolo alla notte. Ho voluto raccogliere quattro istanti della sua ascesa, prima che le nuvole ne interrompessero lo spettacolo.
Nei primi minuti il disco lunare appare più caldo e intenso rispetto a quando è alto nel cielo. La luce attraversa uno strato molto più spesso dell'atmosfera terrestre, che diffonde maggiormente le componenti blu dello spettro e lascia prevalere le tonalità rosse e arancioni. È lo stesso fenomeno che rende infuocati i tramonti.
Mentre la Luna sale, il cielo si oscura rapidamente e il contrasto aumenta. Nel giro di pochi minuti cambiano i colori, la luminosità e persino la percezione delle dimensioni del nostro satellite. È un'evoluzione continua che spesso passa inosservata, ma che la fotografia permette di raccontare.
Poco dopo sono arrivate le nuvole, mettendo fine all'osservazione. Ma forse è proprio questo a rendere speciale ogni sorgere della Luna: sapere che quello spettacolo non sarà mai identico al successivo.
"La Luna non sorge mai due volte nello stesso cielo."
Alla prossima.
mercoledì 24 agosto 2022
Quando il cielo si accende
Non sempre è necessario aspettare una notte limpida per alzare gli occhi al cielo.
A volte è proprio un temporale a regalare uno degli spettacoli più affascinanti della natura.
Nella serata di oggi una vasta cella temporalesca ha illuminato il cielo con una successione di fulmini che, nel giro di pochi istanti, hanno trasformato la notte in un susseguirsi di lampi violacei. La fotografia è riuscita a fermare uno di questi istanti, mostrando la complessa ramificazione della scarica elettrica mentre si propaga all'interno della nube.
Molti immaginano il fulmine come un semplice "colpo" diretto verso il suolo. In realtà, gran parte delle scariche avviene all'interno della nube o tra nubi diverse. Sono proprio questi fulmini, chiamati intra-cloud, a creare le spettacolari ramificazioni luminose che sembrano disegnare il cielo senza raggiungere la Terra. Ogni scarica è il risultato dell'enorme differenza di potenziale che si accumula all'interno del cumulonembo. Quando il campo elettrico diventa sufficientemente intenso, l'aria – normalmente un ottimo isolante – si ionizza e diventa improvvisamente conduttrice, permettendo alla corrente di propagarsi lungo percorsi che si ramificano in modo apparentemente casuale.
Ciò che dura appena una frazione di secondo diventa, grazie alla fotografia, un disegno che possiamo osservare con calma.
Anche questo è il cielo.
Alla prossima.
martedì 8 febbraio 2022
Alla ricerca della luce nascosta
Ogni astrofilo, prima o poi, prova a fotografare qualcosa che sembra al di sopra delle possibilità della propria attrezzatura. Non tanto per ottenere un'immagine perfetta, quanto per il piacere della sfida.
Questa sera ho puntato l'obiettivo verso una delle regioni più spettacolari del cielo invernale: la costellazione di Orione.
Nella prima immagine domina la Grande Nebulosa di Orione (M42), una vasta nube di gas e polveri dove nuove stelle stanno nascendo proprio in questo momento. Al suo interno, la luce delle giovani stelle eccita l'idrogeno circostante, facendolo brillare con le caratteristiche sfumature rosate che la fotografia riesce a evidenziare.
La seconda immagine allarga lo sguardo sull'intera costellazione. Si riconoscono facilmente le tre stelle della Cintura di Orione, mentre poco più in basso risplende la celebre nebulosa. Sulla destra, la brillante Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno, ricorda quanto sia ricco questo tratto di cielo nelle sere d'inverno.
Anche questa volta l'attrezzatura è tutt'altro che specialistica. È un altro tentativo realizzato con mezzi semplici, cercando di sfruttare al meglio ciò che avevo a disposizione.
L'astrofotografia insegna anche questo: non sempre servono strumenti costosi per provare emozione. A volte bastano pazienza, qualche esperimento e la voglia di imparare qualcosa in più a ogni uscita.
Ogni nuova immagine diventa così un piccolo passo avanti rispetto alla precedente.
mercoledì 15 settembre 2021
Quando ti parte la "scimmia"...
Sai quando ti viene quell'idea che, sulla carta, sembra destinata a fallire? Eppure vuoi provarci lo stesso, solo per vedere fin dove puoi arrivare.
È quello che è successo un paio di sere fa.
Dal giardino di casa, sotto un cielo penalizzato dall'inquinamento luminoso, ho deciso di tentare la ripresa di due tra le nebulose più belle del cielo estivo: la Nebulosa Laguna (M8), in basso a sinistra, e la Nebulosa Trifida (M20), poco più in alto.
L'impresa aveva qualcosa di irrazionale. Nessun telescopio, nessuna montatura equatoriale, nessuna attrezzatura specialistica: soltanto una Fujifilm X-T1, un vecchio obiettivo da 200 mm di circa quarant'anni fa, poco luminoso, montato su un semplice treppiede fotografico.
La soluzione è stata affidarsi alla pazienza. Ho realizzato 200 esposizioni da appena 1,5 secondi, poi allineate e sommate con DeepSkyStacker. Integrando molte immagini, il segnale proveniente dagli oggetti celesti si rafforza, mentre il rumore digitale tende a ridursi, permettendo di far emergere dettagli che in un singolo scatto sarebbero praticamente invisibili.
Il risultato non ha la pretesa di competere con le immagini ottenute da osservatori o da strumenti dedicati (che un giorno spero di permettermi, la tecnologia avanza e i costi si abbattono). Racconta qualcosa che, per me, vale molto di più: dimostra che anche con mezzi semplici e un po' di ostinazione è possibile catturare la luce di immense nubi cosmiche lontane migliaia di anni luce.
La Nebulosa Laguna si trova a circa 4.000 anni luce dalla Terra ed è una vasta regione di formazione stellare, dove nuove stelle stanno nascendo all'interno di enormi nubi di idrogeno. Poco distante, la Nebulosa Trifida, distante circa 5.000 anni luce, deve il suo nome alle tre bande scure di polvere che sembrano dividerla in tre lobi.
Forse gli astrofili più esperti sorrideranno davanti a un'attrezzatura tanto essenziale. Ma è proprio questo il bello dell'astronomia: non sempre conta avere lo strumento migliore. A volte basta la curiosità di provare qualcosa che sembra impossibile.
"Ogni fotografia del cielo è, prima di tutto, un esperimento. Alcuni riescono meglio di altri, ma tutti insegnano qualcosa."
Alla prossima...
lunedì 19 luglio 2021
La Luna cresce, sera dopo sera
Ogni fase della Luna ha un carattere diverso.
Quando è vicina al primo quarto, il terminatore mette in risalto montagne, vallate e crateri con ombre profonde. Ma, man mano che il nostro satellite si avvicina al plenilunio, quelle ombre si accorciano e il paesaggio cambia volto: lasciano spazio alle grandi pianure basaltiche, i mari lunari, formatesi miliardi di anni fa quando immense colate di lava riempirono i bacini creati dagli impatti più violenti.
Questa sera la Luna mostra circa il 76% della sua superficie illuminata. Spiccano il vasto Mare Imbrium, il Mare Serenitatis, il Mare Tranquillitatis e, sulla destra, il luminosissimo sistema di raggi che si irradia dal cratere Proclus, uno dei dettagli più evidenti in questa fase.
Sebbene ci appaia immobile, la Luna continua il suo lento viaggio attorno alla Terra. Al momento dello scatto si trova a poco più di 366.000 chilometri da noi, una distanza che può variare di decine di migliaia di chilometri nel corso della sua orbita ellittica.
Ogni fotografia lunare è diversa dalla precedente. Cambiano la fase, l'illuminazione, la posizione nel cielo e persino la distanza dalla Terra. È questo continuo mutare che rende il nostro satellite un soggetto inesauribile per chi ama osservarlo.
Dati di ripresa
- Data: 19 luglio 2021
- Fase: Luna crescente (76% illuminata)
- Transito al meridiano: ore 20:49 (LT)
- Altezza sull'orizzonte: +31°25'
- Distanza dalla Terra: 366.086 km
- Telescopio: Intes Maksutov-Cassegrain MK66
- Ripresa: Fujifilm X-T1 al fuoco diretto
- Focale: 2700 mm (f/12)
- Tempo di esposizione: 1/500 s
"La Luna non è mai la stessa: è il tempo che si lascia fotografare."
Alla prossima...
sabato 10 luglio 2021
Dove la Galassia si lascia osservare
Nelle sere d'estate basta allontanarsi dalle luci delle città per ritrovare uno spettacolo che accompagna l'umanità da migliaia di anni. A Tirivolo, nei pressi di Villaggio Grechi, la notte restituisce il suo volto più autentico e la Via Lattea attraversa il cielo come un grande fiume di luce.
Quella scia lattiginosa che a occhio nudo appare appena velata è in realtà la nostra casa nell'Universo. Stiamo osservando il disco della Galassia dall'interno, lungo una direzione in cui si concentrano centinaia di miliardi di stelle, immense nubi di gas e polveri cosmiche. Le zone più scure che sembrano interromperne la luminosità non sono spazi vuoti, ma dense nebulose di polvere che assorbono la luce delle stelle poste oltre di esse.
La fotografia riesce a rivelare ciò che l'occhio percepisce solo in parte: le delicate sfumature rosate delle regioni ricche di idrogeno, gli ammassi stellari immersi nel nucleo galattico e le intricate bande oscure che ne disegnano la struttura.
Ogni volta che osservo la Via Lattea provo la stessa sensazione. Pensare che il Sole, la Terra e tutto ciò che conosciamo occupino un piccolo angolo di questa immensa spirale fa cambiare prospettiva. Per un momento le distanze quotidiane sembrano perdere significato e resta soltanto la consapevolezza di essere parte di qualcosa di immensamente più grande.
"Non osserviamo la Via Lattea dall'esterno: la stiamo guardando dall'interno, come chi contempla una foresta trovandosi tra i suoi alberi."
Alla prossima...

