martedì 28 luglio 2026

Lo stesso Sole, due modi di raccontarlo

Una delle domande che mi viene posta più spesso riguarda il colore del Sole nelle fotografie. È davvero arancione? Oppure è bianco?

La risposta è semplice: dipende dal filtro utilizzato.

Le due immagini che vedete sono state riprese a pochi istanti di distanza e mostrano esattamente lo stesso disco solare, con le medesime macchie. Ciò che cambia è il modo in cui la luce viene filtrata prima di raggiungere il sensore.

Nella prima immagine ho utilizzato il filtro Baader AstroSolar Safety Film ND 5.0, che restituisce il Sole nella sua luce naturale, con una tonalità neutra tendente al bianco. È il filtro più diffuso per l'osservazione in luce bianca e permette di apprezzare con grande fedeltà i dettagli della fotosfera e delle macchie solari.

La seconda immagine è stata invece realizzata con il filtro solare fornito con il Seestar S30 Pro. In questo caso il disco assume una caratteristica colorazione arancione, ottenuta dal materiale filtrante. Si tratta di una scelta puramente estetica: le strutture osservabili sono le stesse, cambia soltanto la resa cromatica.

Dal punto di vista scientifico entrambe le immagini mostrano la stessa superficie del Sole. La differenza è tutta nella percezione visiva, che può rendere una ripresa più naturale oppure più suggestiva, anche se sembra migliore quella col filtro Baader

È un buon promemoria del fatto che, in astronomia, ogni immagine è il risultato di una scelta tecnica. Prima ancora dell'elaborazione, è il filtro a determinare il modo in cui raccontiamo la luce.

Dati di ripresa

  • Soggetto: Sole
  • Data: 28 luglio 2026
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Immagine 1: filtro Baader AstroSolar Safety Film ND 5.0
  • Immagine 2: filtro solare originale Seestar S30 Pro
  • Elaborazione: stacking da sequenza video con l'App del Seestar

Immagine 1: filtro Baader AstroSolar Safety Film ND 5.0 (luce bianca)


Immagine 2: filtro solare originale Seestar S30 Pro (falsi colori)

Fermo restando che nella fotografia solare, soprattutto con strumenti da 30 mm come il Seestar, il limite principale è spesso il seeing: puoi avere il miglior filtro del mondo, ma se l'aria ribolle i dettagli fini spariscono comunque! 

Tenendo conto quanto appena affermato e che stiamo confrontando due immagini già elaborate e compresse, la ripresa con il Baader AstroSolar mi sembra leggermente migliore sotto diversi aspetti.

In particolare:

  • Macchie solari più incise. I bordi delle umbrae appaiono un po' più netti e il contrasto tra umbra e penombra è più evidente.
  • Granulosità della fotosfera. Anche se la risoluzione del Seestar non permette di mostrare la granulazione solare in modo marcato, nella versione Baader la superficie sembra meno "morbida".
  • Minor diffusione della luce. L'immagine arancione presenta un leggero effetto di velatura (scattering) che rende il disco un po' più uniforme e fa perdere microcontrasto.
  • Bordo del disco. Il limb solare nella versione Baader mi sembra leggermente più definito.

Questo è plausibile anche dal punto di vista ottico. Il Baader AstroSolar Safety Film ND 5.0 è considerato uno dei migliori filtri in luce bianca proprio perché:

  • ha un'elevata qualità ottica;
  • introduce pochissima diffusione della luce;
  • mantiene molto bene il contrasto fine.

Il filtro fornito con il Seestar S30 Pro è assolutamente valido e sicuro, ma è pensato per essere pratico e integrato nel sistema. Non mi sorprenderei se sacrificasse un po' di contrasto a favore della semplicità d'uso, che è la cosa che più conta per noi astrofili.


Alla prossima...

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