martedì 5 maggio 2020

Prima del plenilunio

La Luna di questa sera - foto delle 22,40 al passaggio dal meridiano - si presenta in fase gibbosa crescente, con circa il 94% del disco illuminato. Mancano ormai meno di quarantotto ore al plenilunio, previsto per il 7 maggio, ma il terminatore è ancora ben evidente lungo il bordo occidentale del disco.

È proprio questa sottile fascia che rende la Luna particolarmente interessante dal punto di vista osservativo. Qui il Sole illumina la superficie con un'inclinazione molto bassa, proiettando lunghe ombre che esaltano il rilievo di crateri, montagne e fratture della crosta lunare. Con l'avvicinarsi della Luna piena queste ombre tenderanno progressivamente a scomparire, rendendo il paesaggio apparentemente più uniforme.

Nell'immagine si distinguono chiaramente i grandi mari lunari, vaste pianure basaltiche formatesi miliardi di anni fa in seguito a giganteschi impatti e successivamente riempite da colate di lava (appena evidenti anche i colori minerali). Sono inoltre ben visibili i sistemi di raggi chiari che si dipartono dai crateri Tycho e Copernicus, tra le strutture più spettacolari dell'intera superficie lunare.

Ogni osservazione della Luna è diversa dalla precedente: il continuo mutare dell'illuminazione solare modifica l'aspetto dei rilievi e rivela dettagli sempre nuovi, facendo del nostro satellite uno degli oggetti più affascinanti del cielo per l'osservazione visuale e l'astrofotografia. Ogni scatto è il ritratto di un istante irripetibile: cambia la fase, cambia la luce, cambia il paesaggio.

  • Data e ora: 5 maggio 2020, ore 22:40 (CEST)
  • Luogo: Catanzaro
  • Fase lunare: gibbosa crescente
  • Illuminazione del disco: 94,6%
  • Età della Luna: circa 12,8 giorni
  • Telescopio: Intes MK66 Maksutov-Cassegrain 150/1800 mm
  • Ripresa: fuoco diretto
  • Camera: The Imaging Source (sensore 640 × 480 px)
  • Tecnica: acquisizione video con selezione e stacking dei migliori fotogrammi.


  • Alla prossima.



    lunedì 4 maggio 2020

    La falce di Venere

    Venere ripreso il 30 aprile 2020 scorso al fuoco diretto del mio telescopio Intes MK66 (a 2000 mm di focale).

    Dopo aver dominato per molti mesi il cielo della sera con la sua straordinaria luminosità, Venere sta rapidamente avvicinandosi alla congiunzione inferiore con il Sole. In questi giorni è ancora ben visibile a occidente dopo il tramonto, ma la sua distanza angolare dal Sole diminuisce di sera in sera e, di conseguenza, anche la sua altezza sull'orizzonte.

    Osservandolo al telescopio, il pianeta mostra una caratteristica fase a falce, molto simile a quella della Luna. Questo accade perché Venere, essendo un pianeta interno all'orbita terrestre, ci presenta diverse porzioni della sua superficie illuminata durante il suo moto intorno al Sole. Man mano che si avvicina alla Terra, il suo diametro apparente aumenta, mentre la frazione illuminata diminuisce, rendendo la falce sempre più sottile.

    Nei prossimi giorni Venere continuerà a perdere quota nel cielo serale fino a scomparire nella luce del crepuscolo, in vista della congiunzione inferiore, prevista all'inizio di giugno. Dopo un breve periodo di invisibilità, il pianeta riapparirà all'alba, diventando protagonista del cielo del mattino.

    Questa immagine, ripresa al fuoco diretto del mio Intes MK66, mostra proprio una delle ultime spettacolari fasi di questa apparizione serale di Venere, prima del suo passaggio tra la Terra e il Sole.



    Alla prossima...

    venerdì 1 maggio 2020

    Lungo il terminatore lunare

    Ogni fase lunare offre dettagli diversi da osservare, ma è lungo il terminatore, la linea che separa il giorno dalla notte sulla superficie della Luna, che il paesaggio raggiunge il massimo della spettacolarità.

    Con il Sole che illumina il terreno con un'angolazione molto bassa, i crateri, le catene montuose e le fratture della crosta proiettano lunghe ombre che ne esaltano il rilievo, restituendo una straordinaria sensazione di tridimensionalità. È proprio in queste condizioni che la Luna rivela i suoi dettagli più affascinanti, spesso invisibili durante il plenilunio, quando l'illuminazione frontale tende ad appiattire il paesaggio.

    La regione ripresa in questa immagine è caratterizzata da un'impressionante concentrazione di crateri da impatto, formatisi nel corso di oltre quattro miliardi di anni. A differenza della Terra, dove atmosfera, erosione e attività geologica cancellano progressivamente le tracce del passato, sulla Luna queste antiche cicatrici si sono conservate quasi intatte, trasformando il nostro satellite in un prezioso archivio della storia del Sistema Solare.

    L'immagine è stata ottenuta elaborando più sequenze video, selezionando e sommando i fotogrammi migliori per ridurre gli effetti della turbolenza atmosferica e mettere in evidenza i dettagli più fini della superficie, alla fine ho unito i fotogrammi per creare un mosaico

    Dati di ripresa: telescopio Intes MK66 (150/1800 mm) utilizzato a fuoco diretto e camera planetaria Imaging Source.


    Alla prossima...