venerdì 17 marzo 2017

I colori nascosti della Luna

Eccomi qui, tornando a dedicare uno scatto al nostro satellite naturale. Questa immagine, realizzata questa sera da un singolo fotogramma, è stata elaborata con una particolare tecnica di post-produzione che permette di mettere in evidenza i cosiddetti "colori nascosti" della Luna.

Si tratta di un metodo che alcuni anni fa è stato pubblicato in un mio articolo su una rivista di astronomia e che consente di amplificare sottilissime differenze cromatiche normalmente impercettibili all'occhio umano.

Sebbene la Luna ci appaia quasi completamente grigia, i sensori digitali registrano lievi variazioni di colore dovute alle diverse proprietà di riflettanza del regolite. Queste sono strettamente correlate alla composizione mineralogica e chimica dei materiali superficiali, consentendo di distinguere aree formatesi in epoche e condizioni geologiche differenti.

In particolare:

* le tonalità blu sono tipiche dei basalti dei mari lunari più ricchi di ossido di titanio (TiO₂);

* le sfumature arancio, rossastre e violacee identificano materiali con un contenuto di titanio progressivamente inferiore e differenze nella composizione del regolite, legate anche alla presenza di ferro e al grado di maturazione della superficie.

Questa elaborazione non altera i dati registrati dalla fotocamera, ma ne amplifica le informazioni cromatiche, rendendo visibili dettagli composizionali che altrimenti resterebbero nascosti ai nostri occhi. Ciò è sostanzialmente in linea con quanto riportato nelle mappe multispettrali delle missioni Clementine e Lunar Reconnaissance Orbiter.


Alla prossima.