lunedì 19 luglio 2021

La Luna cresce, sera dopo sera

Ogni fase della Luna ha un carattere diverso.

Quando è vicina al primo quarto, il terminatore mette in risalto montagne, vallate e crateri con ombre profonde. Ma, man mano che il nostro satellite si avvicina al plenilunio, quelle ombre si accorciano e il paesaggio cambia volto: lasciano spazio alle grandi pianure basaltiche, i mari lunari, formatesi miliardi di anni fa quando immense colate di lava riempirono i bacini creati dagli impatti più violenti.

Questa sera la Luna mostra circa il 76% della sua superficie illuminata. Spiccano il vasto Mare Imbrium, il Mare Serenitatis, il Mare Tranquillitatis e, sulla destra, il luminosissimo sistema di raggi che si irradia dal cratere Proclus, uno dei dettagli più evidenti in questa fase.

Sebbene ci appaia immobile, la Luna continua il suo lento viaggio attorno alla Terra. Al momento dello scatto si trova a poco più di 366.000 chilometri da noi, una distanza che può variare di decine di migliaia di chilometri nel corso della sua orbita ellittica.

Ogni fotografia lunare è diversa dalla precedente. Cambiano la fase, l'illuminazione, la posizione nel cielo e persino la distanza dalla Terra. È questo continuo mutare che rende il nostro satellite un soggetto inesauribile per chi ama osservarlo.

Dati di ripresa

  • Data: 19 luglio 2021
  • Fase: Luna crescente (76% illuminata)
  • Transito al meridiano: ore 20:49 (LT)
  • Altezza sull'orizzonte: +31°25'
  • Distanza dalla Terra: 366.086 km
  • Telescopio: Intes Maksutov-Cassegrain MK66
  • Ripresa: Fujifilm X-T1 al fuoco diretto
  • Focale: 2700 mm (f/12)
  • Tempo di esposizione: 1/500 s



"La Luna non è mai la stessa: è il tempo che si lascia fotografare."


Alla prossima...

sabato 10 luglio 2021

Dove la Galassia si lascia osservare

Ci sono luoghi in cui il cielo non è soltanto sopra di noi: sembra avvolgerci.

Nelle sere d'estate basta allontanarsi dalle luci delle città per ritrovare uno spettacolo che accompagna l'umanità da migliaia di anni. A Tirivolo, nei pressi di Villaggio Grechi, la notte restituisce il suo volto più autentico e la Via Lattea attraversa il cielo come un grande fiume di luce.

Quella scia lattiginosa che a occhio nudo appare appena velata è in realtà la nostra casa nell'Universo. Stiamo osservando il disco della Galassia dall'interno, lungo una direzione in cui si concentrano centinaia di miliardi di stelle, immense nubi di gas e polveri cosmiche. Le zone più scure che sembrano interromperne la luminosità non sono spazi vuoti, ma dense nebulose di polvere che assorbono la luce delle stelle poste oltre di esse.

La fotografia riesce a rivelare ciò che l'occhio percepisce solo in parte: le delicate sfumature rosate delle regioni ricche di idrogeno, gli ammassi stellari immersi nel nucleo galattico e le intricate bande oscure che ne disegnano la struttura.

Ogni volta che osservo la Via Lattea provo la stessa sensazione. Pensare che il Sole, la Terra e tutto ciò che conosciamo occupino un piccolo angolo di questa immensa spirale fa cambiare prospettiva. Per un momento le distanze quotidiane sembrano perdere significato e resta soltanto la consapevolezza di essere parte di qualcosa di immensamente più grande.





"Non osserviamo la Via Lattea dall'esterno: la stiamo guardando dall'interno, come chi contempla una foresta trovandosi tra i suoi alberi."


Alla prossima...