mercoledì 15 settembre 2021

Quando ti parte la "scimmia"...

 Sai quando ti viene quell'idea che, sulla carta, sembra destinata a fallire? Eppure vuoi provarci lo stesso, solo per vedere fin dove puoi arrivare.

È quello che è successo un paio di sere fa.

Dal giardino di casa, sotto un cielo penalizzato dall'inquinamento luminoso, ho deciso di tentare la ripresa di due tra le nebulose più belle del cielo estivo: la Nebulosa Laguna (M8), in basso a sinistra, e la Nebulosa Trifida (M20), poco più in alto.

L'impresa aveva qualcosa di irrazionale. Nessun telescopio, nessuna montatura equatoriale, nessuna attrezzatura specialistica: soltanto una Fujifilm X-T1, un vecchio obiettivo da 200 mm di circa quarant'anni fa, poco luminoso, montato su un semplice treppiede fotografico.

La soluzione è stata affidarsi alla pazienza. Ho realizzato 200 esposizioni da appena 1,5 secondi, poi allineate e sommate con DeepSkyStacker. Integrando molte immagini, il segnale proveniente dagli oggetti celesti si rafforza, mentre il rumore digitale tende a ridursi, permettendo di far emergere dettagli che in un singolo scatto sarebbero praticamente invisibili.

Il risultato non ha la pretesa di competere con le immagini ottenute da osservatori o da strumenti dedicati (che un giorno spero di permettermi, la tecnologia avanza e i costi si abbattono). Racconta qualcosa che, per me, vale molto di più: dimostra che anche con mezzi semplici e un po' di ostinazione è possibile catturare la luce di immense nubi cosmiche lontane migliaia di anni luce.

La Nebulosa Laguna si trova a circa 4.000 anni luce dalla Terra ed è una vasta regione di formazione stellare, dove nuove stelle stanno nascendo all'interno di enormi nubi di idrogeno. Poco distante, la Nebulosa Trifida, distante circa 5.000 anni luce, deve il suo nome alle tre bande scure di polvere che sembrano dividerla in tre lobi.

Forse gli astrofili più esperti sorrideranno davanti a un'attrezzatura tanto essenziale. Ma è proprio questo il bello dell'astronomia: non sempre conta avere lo strumento migliore. A volte basta la curiosità di provare qualcosa che sembra impossibile.


"Ogni fotografia del cielo è, prima di tutto, un esperimento. Alcuni riescono meglio di altri, ma tutti insegnano qualcosa."


Alla prossima...

lunedì 19 luglio 2021

La Luna cresce, sera dopo sera

Ogni fase della Luna ha un carattere diverso.

Quando è vicina al primo quarto, il terminatore mette in risalto montagne, vallate e crateri con ombre profonde. Ma, man mano che il nostro satellite si avvicina al plenilunio, quelle ombre si accorciano e il paesaggio cambia volto: lasciano spazio alle grandi pianure basaltiche, i mari lunari, formatesi miliardi di anni fa quando immense colate di lava riempirono i bacini creati dagli impatti più violenti.

Questa sera la Luna mostra circa il 76% della sua superficie illuminata. Spiccano il vasto Mare Imbrium, il Mare Serenitatis, il Mare Tranquillitatis e, sulla destra, il luminosissimo sistema di raggi che si irradia dal cratere Proclus, uno dei dettagli più evidenti in questa fase.

Sebbene ci appaia immobile, la Luna continua il suo lento viaggio attorno alla Terra. Al momento dello scatto si trova a poco più di 366.000 chilometri da noi, una distanza che può variare di decine di migliaia di chilometri nel corso della sua orbita ellittica.

Ogni fotografia lunare è diversa dalla precedente. Cambiano la fase, l'illuminazione, la posizione nel cielo e persino la distanza dalla Terra. È questo continuo mutare che rende il nostro satellite un soggetto inesauribile per chi ama osservarlo.

Dati di ripresa

  • Data: 19 luglio 2021
  • Fase: Luna crescente (76% illuminata)
  • Transito al meridiano: ore 20:49 (LT)
  • Altezza sull'orizzonte: +31°25'
  • Distanza dalla Terra: 366.086 km
  • Telescopio: Intes Maksutov-Cassegrain MK66
  • Ripresa: Fujifilm X-T1 al fuoco diretto
  • Focale: 2700 mm (f/12)
  • Tempo di esposizione: 1/500 s



"La Luna non è mai la stessa: è il tempo che si lascia fotografare."


Alla prossima...

sabato 10 luglio 2021

Dove la Galassia si lascia osservare

Ci sono luoghi in cui il cielo non è soltanto sopra di noi: sembra avvolgerci.

Nelle sere d'estate basta allontanarsi dalle luci delle città per ritrovare uno spettacolo che accompagna l'umanità da migliaia di anni. A Tirivolo, nei pressi di Villaggio Grechi, la notte restituisce il suo volto più autentico e la Via Lattea attraversa il cielo come un grande fiume di luce.

Quella scia lattiginosa che a occhio nudo appare appena velata è in realtà la nostra casa nell'Universo. Stiamo osservando il disco della Galassia dall'interno, lungo una direzione in cui si concentrano centinaia di miliardi di stelle, immense nubi di gas e polveri cosmiche. Le zone più scure che sembrano interromperne la luminosità non sono spazi vuoti, ma dense nebulose di polvere che assorbono la luce delle stelle poste oltre di esse.

La fotografia riesce a rivelare ciò che l'occhio percepisce solo in parte: le delicate sfumature rosate delle regioni ricche di idrogeno, gli ammassi stellari immersi nel nucleo galattico e le intricate bande oscure che ne disegnano la struttura.

Ogni volta che osservo la Via Lattea provo la stessa sensazione. Pensare che il Sole, la Terra e tutto ciò che conosciamo occupino un piccolo angolo di questa immensa spirale fa cambiare prospettiva. Per un momento le distanze quotidiane sembrano perdere significato e resta soltanto la consapevolezza di essere parte di qualcosa di immensamente più grande.





"Non osserviamo la Via Lattea dall'esterno: la stiamo guardando dall'interno, come chi contempla una foresta trovandosi tra i suoi alberi."


Alla prossima...

sabato 5 giugno 2021

Space Invaders? Tetris? No, è la ISS!

A prima vista potrebbe sembrare il fotogramma di un vecchio videogioco. Un piccolo mosaico di pixel sospeso nel cielo, quasi un personaggio uscito da Space Invaders o Tetris.

E invece no.

Quello che vedete è un ingrandimento di circa 800 volte di una fotografia della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) durante il suo passaggio sopra i nostri cieli.

Naturalmente non è possibile distinguere dettagli reali della struttura con questo tipo di ripresa. L'ingrandimento esaspera i limiti della fotografia e gli effetti della turbolenza atmosferica, trasformando la sagoma della stazione in una curiosa figura pixelata. Proprio questo, però, rende l'immagine interessante: dietro quei pochi pixel si nasconde un laboratorio orbitante grande quasi quanto un campo da calcio.

In quel momento, a circa 420 chilometri di quota, la ISS viaggiava a una velocità di oltre 27.000 km/h, completando un'orbita attorno alla Terra in poco più di novanta minuti. Ogni passaggio visibile dura solo pochi minuti, ma basta alzare gli occhi al momento giusto per vedere quella brillante "stella in movimento" attraversare silenziosamente il cielo.

Pensare che quei pochi pixel rappresentano una casa nello spazio, abitata ininterrottamente da astronauti provenienti da diversi Paesi del mondo, rende questa immagine ancora più affascinante.

Mentre fotografavo quei pochi pixel che attraversavano il cielo, infatti mi sono chiesto chi fosse sveglio in quel momento, lassù, a circa 420 chilometri di quota. Nessun astronauta italiano era a bordo quella sera, ma sapere che, dietro quella piccola sagoma luminosa, c'erano uomini e donne che vivevano e lavoravano nello spazio rendeva quel passaggio ancora più affascinante.


"A volte bastano pochi pixel per ricordarci quanto lontano sia arrivata l'esplorazione umana."


Alla prossima...

sabato 27 febbraio 2021

Quando la Luna incontra il mare

Ci sono fotografie che non si possono programmare nei dettagli. Si possono studiare le effemeridi, scegliere il luogo giusto, aspettare l'ora del sorgere della Luna. Ma quando il nostro satellite compare all'orizzonte e sembra dialogare con il paesaggio, ogni immagine diventa irripetibile.

Questa sera la Luna piena si è alzata sul Mar Ionio tingendosi delle calde sfumature del tramonto. La sua luce, filtrando attraverso lo spesso strato di atmosfera vicino all'orizzonte, ha assunto una delicata tonalità aranciata, creando un suggestivo contrasto con il blu del mare e il grigio delle rocce.

Per pochi istanti, grazie alla prospettiva, è sembrato quasi che la Luna si posasse sugli scogli. È un semplice effetto geometrico, ma ogni volta riesce a sorprendere come fosse la prima.

L'astronomia è fatta di numeri, orbite e calcoli. Ma ci sono momenti in cui tutto questo lascia spazio soltanto alla bellezza.




"Ci sono istanti in cui il cielo e la Terra sembrano cercarsi. La fotografia ha il privilegio di conservarli."


Alla prossima...

mercoledì 3 febbraio 2021

Lo spettacolo del mattino

Siamo abituati a pensare alla Luna come alla regina della notte. Eppure il nostro satellite continua il suo cammino anche durante il giorno, quando il cielo azzurro sembra quasi volerlo nascondere.

Questa mattina, invece, era lì, ben visibile, con il suo disco illuminato che sembrava galleggiare nel blu del cielo.

La fase è quella di Luna gibbosa calante. Il terminatore, la linea che separa il giorno dalla notte sulla superficie lunare, mette ancora in risalto crateri e rilievi grazie alle ombre proiettate dalla luce del Sole. È proprio lungo questa fascia che il paesaggio lunare rivela i suoi dettagli più affascinanti.

Molti si sorprendono nel vedere la Luna di giorno, ma è un fenomeno del tutto normale. Per gran parte del mese il nostro satellite è visibile anche nelle ore diurne: tutto dipende dalla sua posizione rispetto alla Terra e al Sole durante il suo moto orbitale.

Basta alzare lo sguardo al momento giusto per scoprire che il cielo diurno non è affatto vuoto.



"Ci sono spettacoli che non hanno bisogno del buio per farsi ammirare."


Alla prossima...