martedì 28 luglio 2020

Un saluto a NEOWISE

Questa sera ho dedicato un ultimo scatto alla cometa C/2020 F3 (NEOWISE), protagonista indiscussa del cielo di luglio.

Dopo aver regalato, nelle scorse settimane, uno degli spettacoli più belli degli ultimi anni, la cometa continua il suo viaggio verso le regioni più esterne del Sistema Solare. La sua luminosità è ormai diminuita fino a circa magnitudine 5,2: non è più osservabile a occhio nudo e diventa sempre più difficile distinguerla, anche con un binocolo, complice la crescente luminosità della Luna che nelle prossime sere renderà l'osservazione ancora più impegnativa.

In questa fotografia la si può individuare tra le costellazioni del Leone Minore, del Leone, della Chioma di Berenice e dei Cani da Caccia, non lontano dal Grande Carro, mentre continua lentamente il suo cammino tra le stelle.

È curioso pensare che il suo viaggio proseguirà ben oltre la nostra epoca. Dopo aver attraversato il Sistema Solare interno e averci regalato questo magnifico spettacolo, NEOWISE riprenderà la sua lunga orbita e tornerà a far visita al Sole soltanto tra circa 6.800 anni

Per noi, dunque, questo è davvero un arrivederci... impossibile.

Dati di ripresa

  • Data: 28 luglio 2020
  • Ora: 21:44 (19:44 UTC)
  • Luogo: Squillace Lido (CZ)
  • Magnitudine: 5,2
  • Fotocamera: Fujifilm X-T1
  • Obiettivo: 18 mm
  • Tecnica: integrazione di esposizioni da 15 secondi su treppiede.



"Le stelle ci accompagnano per tutta la vita. Le comete, invece, ci ricordano quanto sia prezioso l'attimo in cui il cielo decide di sorprenderci."

Alla prossima...

mercoledì 22 luglio 2020

Sotto lo stesso cielo

"Le stelle sembrano immobili. Le comete, invece, ci ricordano che il cielo è un viaggio continuo."

Anche questa sera la cometa NEOWISE è tornata a mostrarsi nel cielo nord-occidentale, poco sopra l'orizzonte, mentre il crepuscolo lasciava lentamente spazio alla notte.

Ogni osservazione è diversa dalla precedente. La posizione della cometa cambia rispetto alle stelle di fondo, la sua luminosità evolve lentamente e anche il paesaggio terrestre contribuisce a rendere ogni fotografia unica.

In questa immagine la tenue coda ionica si distingue appena accanto alla più luminosa coda di polveri, entrambe modellate dall'azione del Sole ma governate da fenomeni differenti. È un dettaglio delicato, che emerge soprattutto nelle fotografie a lunga esposizione.

Mentre NEOWISE prosegue il suo viaggio verso le regioni più esterne del Sistema Solare, continua a ricordarci quanto il cielo sia vivo e in continuo movimento. Basta osservarlo con pazienza per accorgersi che nessuna notte è davvero uguale alla precedente. 



Alla prossima

Il tempo sotto il cielo

Non serve dire molto quando il cielo racconta già tutto.

La Via Lattea attraversa la notte sopra la croce, mentre all'orizzonte le ultime luci dei paesi lasciano spazio all'immensità della nostra Galassia. In questi momenti l'astronomia non è soltanto osservazione: è anche occasione per fermarsi, contemplare e ritrovare il senso della nostra piccola presenza nell'Universo.

«Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.»
Ecclesiaste 3,1


Alla prossima...

martedì 21 luglio 2020

Ancora sulla NEOWISE

"Ci sono luci che sembrano appartenere alla notte. Le comete, invece, sembrano portare con sé il ricordo delle origini del Sistema Solare."

Da qualche sera la cometa C/2020 F3 (NEOWISE) continua ad accompagnare il crepuscolo estivo, mostrando un aspetto che cambia lentamente di giorno in giorno. Pur allontanandosi dal Sole e dalla Terra, rimane ancora uno degli oggetti più affascinanti del cielo di luglio.

In questa fotografia la cometa appare sospesa sopra il profilo delle colline, immersa nelle ultime luci del tramonto. Il cielo non è ancora completamente buio e il bagliore dell'orizzonte rende ancora più evidente il contrasto con la chioma luminosa e la lunga coda che si dissolve tra le stelle.

Le comete sono spesso descritte come "stelle con la coda", ma in realtà sono piccoli nuclei di ghiaccio, polveri e materiali primitivi che, avvicinandosi al Sole, liberano gas e particelle formando quella caratteristica chioma che le rende immediatamente riconoscibili.

In questi giorni vale davvero la pena dedicare qualche minuto all'osservazione del cielo dopo il tramonto: NEOWISE continua a regalare uno spettacolo che non capita di vedere così spesso.  





Alla prossima...


Il cuore immobile del cielo

Mentre tutto sembra ruotare, c'è un punto che resta immobile. È lì che il cielo ci rivela, con pazienza, il movimento della Terra.

45 minuti di rotazione terreste intorno alla stella polare, dalle 22.20 alle 23.05 del 20 luglio 2020 
(punto di ripresa: una piazzola di sosta sulla SP57).


Alla prossima...

domenica 19 luglio 2020

NEOWISE continua a incantare il cielo di luglio

Anche questa sera la cometa C/2020 F3 (NEOWISE) si è lasciata ammirare nel cielo del crepuscolo, regalando uno spettacolo che non è frequente osservare. Bassa sull'orizzonte nord-occidentale, è ancora visibile anche a occhio nudo da luoghi con un cielo sufficientemente buio, mentre un binocolo permette di apprezzarne meglio la chioma e la lunga coda.

La fotografia è stata realizzata da Squillace Lido alle 21:33. Al momento della ripresa la cometa si trovava a circa 20° di altezza sull'orizzonte e brillava di magnitudine 3,6.

L'integrazione di più esposizioni mette in evidenza un dettaglio particolarmente interessante: oltre alla luminosa coda di polveri, leggermente ricurva, è possibile distinguere anche la più debole coda ionica, che si estende quasi rettilinea nella direzione opposta al Sole. Le due strutture hanno origini diverse: la prima è costituita da minuscole particelle solide illuminate dalla luce solare, mentre la seconda è formata da gas ionizzati modellati dal vento solare.

In questi giorni NEOWISE attraversa le regioni di cielo comprese tra il Grande Carro e la Lince, offrendo agli appassionati un'ottima occasione per seguirne, sera dopo sera, il lento cammino tra le stelle. È uno di quegli eventi che ricordano quanto il cielo sia dinamico e in continuo cambiamento.

Dati di ripresa

  • Data: 19 luglio 2020
  • Ora: 21:33 (19:33 UTC)
  • Luogo: Squillace Lido (CZ)
  • Direzione: Nord-Ovest
  • Altezza sull'orizzonte: 20°
  • Magnitudine: 3,6
  • Fotocamera: Fujifilm X-T1
  • Obiettivo: 55 mm (APS-C, equivalente a 82,5 mm su full frame)
  • Tecnica: integrazione di 12 esposizioni da 10 secondi eseguite su treppiede.




"Le comete attraversano il cielo in silenzio, ma riescono sempre a ricordarci quanto sia prezioso fermarsi, anche solo per qualche minuto, con lo sguardo rivolto alle stelle."

Alla prossima

lunedì 13 luglio 2020

Le lune che cambiarono il cielo

Ci sono osservazioni che segnano una svolta nella storia della scienza. Quella di Giove e dei suoi quattro satelliti maggiori è una di queste.

Nel gennaio del 1610, puntando verso il gigante gassoso il suo piccolo cannocchiale, Galileo Galilei notò quattro minuscoli punti luminosi disposti ai lati del pianeta. In poche notti si rese conto che cambiavano posizione, ma restavano sempre vicini a Giove. Erano corpi che gli orbitavano attorno.

Quella scoperta dimostrava che non tutti gli astri ruotavano intorno alla Terra e rappresentò una delle prime prove osservative a favore della nuova visione copernicana dell'Universo.

Nell'immagine sono visibili i quattro satelliti galileianiIo, Europa, Ganimede e Callisto — ancora oggi tra gli oggetti più affascinanti da osservare con un telescopio amatoriale. Ognuno di essi è un mondo a sé: Io è il corpo più vulcanicamente attivo del Sistema Solare; Europa custodisce probabilmente un vasto oceano sotto la sua crosta ghiacciata; Ganimede è la luna più grande del Sistema Solare, persino più grande del pianeta Mercurio, mentre Callisto conserva una delle superfici più antiche e craterizzate conosciute.

Al momento in cui ho effettuato le due riprese Giove si trovava a circa 600 milioni di chilometri dalla Terra. Eppure, grazie al telescopio, è possibile distinguere le principali bande nuvolose della sua atmosfera e seguire il lento moto dei suoi satelliti, che cambiano configurazione di notte in notte proprio come osservò Galileo oltre quattro secoli fa.

Oggi conosciamo 79 satelliti di Giove, ma sono ancora quei quattro piccoli punti di luce a raccontare una delle pagine più importanti della storia dell'astronomia.

Dati di ripresa

  • Data e ora di ripresa: 12 luglio 2020  23:30–23:35 (LT)
  • Pianeta: Giove
  • Distanza dalla Terra: circa 600 milioni di km
  • Ripresa a largo campo: Fujifilm X-T1 al fuoco diretto dell'Intes MK66 (1800 mm), esposizione 2 secondi
  • Ripresa di dettaglio: Intes MK66 con focale equivalente di circa 2500 mm e camera CCDplanetaria dedicata
  • Satelliti visibili: Europa, Io, Ganimede e Callisto




"Quattro piccoli punti di luce furono sufficienti a cambiare per sempre la nostra idea dell'Universo."

Alla prossima...


Il Signore degli Anelli

Ci sono pianeti che affascinano per i loro colori e altri per la loro imponenza. Saturno, invece, conquista al primo sguardo grazie ai suoi anelli, un sistema tanto spettacolare da essere riconoscibile anche con un piccolo telescopio.

L'immagine è stata ripresa nelle prime ore di oggi, 13 luglio 2020, in uno dei periodi migliori dell'anno per osservare il pianeta. In questi giorni Saturno si trova infatti vicino all'opposizione, la configurazione in cui Terra e pianeta sono allineati con il Sole e la distanza tra i due si riduce quasi al minimo. È il momento ideale per coglierne i dettagli.

Gli anelli, che sembrano un unico disco continuo, sono in realtà formati da miliardi di frammenti di ghiaccio e roccia, dalle dimensioni che vanno da minuscoli granelli fino a blocchi di diversi metri. Pur estendendosi per centinaia di migliaia di chilometri, il loro spessore medio è sorprendentemente ridotto: in molti punti misura appena poche decine di metri.

Nell'immagine si distingue chiaramente la Divisione di Cassini, la grande separazione che divide gli anelli A e B, scoperta nel 1675 dall'astronomo Giovanni Domenico Cassini. Anche se appare come un semplice solco scuro, è larga quasi 5.000 chilometri, una distanza superiore al diametro dell'intera Europa.

Ogni volta che punto il telescopio verso Saturno provo la stessa sensazione: quella di osservare uno degli spettacoli più eleganti del Sistema Solare. È uno di quegli oggetti che non deludono mai, sia chi lo vede per la prima volta, sia chi continua a osservarlo da anni.

Dati di ripresa

  • Data e ora: 13 luglio 2020, ore 00:56 (LT)
  • Telescopio: Intes MK66 Maksutov-Cassegrain
  • Focale di ripresa: 3600 mm (f/24)
  • Camera: CCD planetaria dedicata
  • Tecnica: acquisizione video con elaborazione mediante RegiStax6 (1300 fotogrammi selezionati su 1700) e rifinitura (wavelet di RegiStax6 e CameraRaw).

"Ci sono immagini che si ammirano. Saturno, invece, è uno di quei mondi che invitano a fermarsi e osservare."

Alla prossima...

mercoledì 8 luglio 2020

Quando la Terra scrive nel cielo

Guardando il cielo a occhio nudo siamo portati a pensare che siano le stelle a muoversi. In realtà è la Terra, con la sua incessante rotazione, a farci percepire questo lento movimento della volta celeste.

Questa fotografia è uno Startrail, una tecnica che permette di rendere visibile ciò che normalmente sfugge ai nostri occhi. La fotocamera, fissata su un treppiede, ha raccolto la luce delle stelle per 45 minuti, registrando il loro moto apparente come una serie di archi luminosi che sembrano avvolgere il cielo.

L'inquadratura è rivolta verso il settore nord-nordovest, nella regione circumpolare. Sulla sinistra si riconosce il Grande Carro, con le sue due stelle più celebri, Dubhe e Merak, note come i "guardiani" perché, prolungando idealmente la linea che le unisce, conducono alla Stella Polare.

L'immagine è stata realizzata dal centro urbano di Squillace lido, a dimostrazione che anche sotto un cielo interessato dall'inquinamento luminoso è possibile raccontare il movimento della Terra attraverso la fotografia. Le stelle non lasciano realmente queste scie: sono il risultato della rotazione terrestre, che compie un giro completo in circa ventiquattro ore.

Ogni Startrail è, in fondo, una piccola misura del tempo. Non congela un istante, ma raccoglie decine di minuti di cielo in una sola immagine, trasformando il tempo in un segno visibile.

Dati di ripresa

  • Data: 8 luglio 2020
  • Orario: dalle 22:12 alle 22:57 (45 minuti)
  • Luogo: Squillace lido
  • Inquadratura: cielo circumpolare, settore NNW
  • Soggetti principali: Grande Carro, Dubhe (α UMa) e Merak (β UMa)

"Le stelle sembrano tracciare il loro cammino nel cielo. In realtà è la Terra che, ruotando silenziosamente sotto di noi, disegna queste scie di luce".

Alla prossima.