sabato 5 giugno 2021

Space Invaders? Tetris? No, è la ISS!

A prima vista potrebbe sembrare il fotogramma di un vecchio videogioco. Un piccolo mosaico di pixel sospeso nel cielo, quasi un personaggio uscito da Space Invaders o Tetris.

E invece no.

Quello che vedete è un ingrandimento di circa 800 volte di una fotografia della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) durante il suo passaggio sopra i nostri cieli.

Naturalmente non è possibile distinguere dettagli reali della struttura con questo tipo di ripresa. L'ingrandimento esaspera i limiti della fotografia e gli effetti della turbolenza atmosferica, trasformando la sagoma della stazione in una curiosa figura pixelata. Proprio questo, però, rende l'immagine interessante: dietro quei pochi pixel si nasconde un laboratorio orbitante grande quasi quanto un campo da calcio.

In quel momento, a circa 420 chilometri di quota, la ISS viaggiava a una velocità di oltre 27.000 km/h, completando un'orbita attorno alla Terra in poco più di novanta minuti. Ogni passaggio visibile dura solo pochi minuti, ma basta alzare gli occhi al momento giusto per vedere quella brillante "stella in movimento" attraversare silenziosamente il cielo.

Pensare che quei pochi pixel rappresentano una casa nello spazio, abitata ininterrottamente da astronauti provenienti da diversi Paesi del mondo, rende questa immagine ancora più affascinante.

Mentre fotografavo quei pochi pixel che attraversavano il cielo, infatti mi sono chiesto chi fosse sveglio in quel momento, lassù, a circa 420 chilometri di quota. Nessun astronauta italiano era a bordo quella sera, ma sapere che, dietro quella piccola sagoma luminosa, c'erano uomini e donne che vivevano e lavoravano nello spazio rendeva quel passaggio ancora più affascinante.


"A volte bastano pochi pixel per ricordarci quanto lontano sia arrivata l'esplorazione umana."


Alla prossima...

sabato 27 febbraio 2021

Quando la Luna incontra il mare

Ci sono fotografie che non si possono programmare nei dettagli. Si possono studiare le effemeridi, scegliere il luogo giusto, aspettare l'ora del sorgere della Luna. Ma quando il nostro satellite compare all'orizzonte e sembra dialogare con il paesaggio, ogni immagine diventa irripetibile.

Questa sera la Luna piena si è alzata sul Mar Ionio tingendosi delle calde sfumature del tramonto. La sua luce, filtrando attraverso lo spesso strato di atmosfera vicino all'orizzonte, ha assunto una delicata tonalità aranciata, creando un suggestivo contrasto con il blu del mare e il grigio delle rocce.

Per pochi istanti, grazie alla prospettiva, è sembrato quasi che la Luna si posasse sugli scogli. È un semplice effetto geometrico, ma ogni volta riesce a sorprendere come fosse la prima.

L'astronomia è fatta di numeri, orbite e calcoli. Ma ci sono momenti in cui tutto questo lascia spazio soltanto alla bellezza.




"Ci sono istanti in cui il cielo e la Terra sembrano cercarsi. La fotografia ha il privilegio di conservarli."


Alla prossima...

mercoledì 3 febbraio 2021

Lo spettacolo del mattino

Siamo abituati a pensare alla Luna come alla regina della notte. Eppure il nostro satellite continua il suo cammino anche durante il giorno, quando il cielo azzurro sembra quasi volerlo nascondere.

Questa mattina, invece, era lì, ben visibile, con il suo disco illuminato che sembrava galleggiare nel blu del cielo.

La fase è quella di Luna gibbosa calante. Il terminatore, la linea che separa il giorno dalla notte sulla superficie lunare, mette ancora in risalto crateri e rilievi grazie alle ombre proiettate dalla luce del Sole. È proprio lungo questa fascia che il paesaggio lunare rivela i suoi dettagli più affascinanti.

Molti si sorprendono nel vedere la Luna di giorno, ma è un fenomeno del tutto normale. Per gran parte del mese il nostro satellite è visibile anche nelle ore diurne: tutto dipende dalla sua posizione rispetto alla Terra e al Sole durante il suo moto orbitale.

Basta alzare lo sguardo al momento giusto per scoprire che il cielo diurno non è affatto vuoto.



"Ci sono spettacoli che non hanno bisogno del buio per farsi ammirare."


Alla prossima...

venerdì 21 agosto 2020

È giunto il tempo di riaccendere le stelle

"È giunto il tempo di riaccendere le stelle." (Guillaume Apollinaire)

Ci sono notti in cui il mare sembra fondersi con il cielo e il confine tra i due diventa quasi impercettibile.

Sulla spiaggia di Giovino, il rumore delle onde accompagna uno degli spettacoli più affascinanti dell'estate: la Via Lattea, che attraversa il cielo meridionale mostrando il cuore della nostra Galassia. A sinistra brilla Giove, il gigante del Sistema Solare, mentre poco più distante si trova Saturno, compagno silenzioso delle sere estive.

Le due fotografie raccontano lo stesso momento da prospettive diverse. In una, la spiaggia e il mare sembrano condurre lo sguardo verso l'orizzonte; nell'altra, le piccole barche adagiate sulla battigia ricordano quanto il rapporto tra uomo e cielo accompagni da sempre la storia della navigazione. Per secoli sono state proprio le stelle a indicare la rotta ai marinai, molto prima dell'avvento di bussole satellitari e sistemi GPS.

Anche oggi, nonostante le luci delle città rendano sempre più difficile osservare il cielo notturno, basta allontanarsi di qualche chilometro per ritrovare quella meraviglia che da millenni ispira viaggiatori, filosofi e astronomi.

Forse è proprio questo il fascino dell'astronomia: ricordarci che, sopra il frastuono della vita quotidiana, esiste ancora un cielo capace di farci alzare gli occhi e riscoprire il senso dello stupore.



Alla prossima...



giovedì 20 agosto 2020

Davanti all'infinito

Che cos'è che può colmare questa immensità?

È una domanda che nasce spontanea quando si osserva il cielo in una limpida notte d'estate.

La Via Lattea attraversa il cielo da nord a sud come un immenso fiume di stelle. Ciò che appare come una tenue nube luminosa è in realtà la luce combinata di miliardi di astri della nostra Galassia, vista dall'interno. In queste notti il suo nucleo galattico raggiunge la massima altezza sull'orizzonte meridionale, offrendo uno degli spettacoli più affascinanti dell'anno.

Sulla sinistra domina Giove, il pianeta più luminoso del cielo dopo Venere e la Luna. Poco più in alto si distingue Saturno, meno appariscente ma inconfondibile per chi sa dove cercarlo. Due mondi lontanissimi che, da questa prospettiva, sembrano quasi accompagnare il cammino della Via Lattea.

Davanti a uno spettacolo come questo ci si accorge di quanto siamo piccoli rispetto all'immensità dell'Universo. Eppure è proprio questa capacità di alzare lo sguardo, di interrogarci e di cercare risposte, che rende straordinaria la nostra presenza sotto questo cielo.


"Il cielo non chiede di essere conquistato. Chiede soltanto di essere contemplato."


Alla prossima...

martedì 28 luglio 2020

Un saluto a NEOWISE

Questa sera ho dedicato un ultimo scatto alla cometa C/2020 F3 (NEOWISE), protagonista indiscussa del cielo di luglio.

Dopo aver regalato, nelle scorse settimane, uno degli spettacoli più belli degli ultimi anni, la cometa continua il suo viaggio verso le regioni più esterne del Sistema Solare. La sua luminosità è ormai diminuita fino a circa magnitudine 5,2: non è più osservabile a occhio nudo e diventa sempre più difficile distinguerla, anche con un binocolo, complice la crescente luminosità della Luna che nelle prossime sere renderà l'osservazione ancora più impegnativa.

In questa fotografia la si può individuare tra le costellazioni del Leone Minore, del Leone, della Chioma di Berenice e dei Cani da Caccia, non lontano dal Grande Carro, mentre continua lentamente il suo cammino tra le stelle.

È curioso pensare che il suo viaggio proseguirà ben oltre la nostra epoca. Dopo aver attraversato il Sistema Solare interno e averci regalato questo magnifico spettacolo, NEOWISE riprenderà la sua lunga orbita e tornerà a far visita al Sole soltanto tra circa 6.800 anni. 

Per noi, dunque, questo è davvero un arrivederci... impossibile.

Dati di ripresa

  • Data: 28 luglio 2020
  • Ora: 21:44 (19:44 UTC)
  • Luogo: Squillace Lido (CZ)
  • Magnitudine: 5,2
  • Fotocamera: Fujifilm X-T1
  • Obiettivo: 18 mm
  • Tecnica: integrazione di esposizioni da 15 secondi su treppiede.



"Le stelle ci accompagnano per tutta la vita. Le comete, invece, ci ricordano quanto sia prezioso l'attimo in cui il cielo decide di sorprenderci."

Alla prossima...

mercoledì 22 luglio 2020

Sotto lo stesso cielo

"Le stelle sembrano immobili. Le comete, invece, ci ricordano che il cielo è un viaggio continuo."

Anche questa sera la cometa NEOWISE è tornata a mostrarsi nel cielo nord-occidentale, poco sopra l'orizzonte, mentre il crepuscolo lasciava lentamente spazio alla notte.

Ogni osservazione è diversa dalla precedente. La posizione della cometa cambia rispetto alle stelle di fondo, la sua luminosità evolve lentamente e anche il paesaggio terrestre contribuisce a rendere ogni fotografia unica.

In questa immagine la tenue coda ionica si distingue appena accanto alla più luminosa coda di polveri, entrambe modellate dall'azione del Sole ma governate da fenomeni differenti. È un dettaglio delicato, che emerge soprattutto nelle fotografie a lunga esposizione.

Mentre NEOWISE prosegue il suo viaggio verso le regioni più esterne del Sistema Solare, continua a ricordarci quanto il cielo sia vivo e in continuo movimento. Basta osservarlo con pazienza per accorgersi che nessuna notte è davvero uguale alla precedente. 



Alla prossima