martedì 21 luglio 2026

Ali di luce

Tra le costellazioni che dominano il cielo estivo, lo Scorpione custodisce alcuni degli ammassi stellari più belli osservabili con piccoli telescopi e binocoli. Uno di questi è Messier 6 (M6), conosciuto anche come Butterfly Cluster per la disposizione delle sue stelle, che ricorda le ali aperte di una farfalla.

Situato a circa 1.600 anni luce dalla Terra, M6 è un ammasso aperto formato da decine di giovani stelle nate dalla stessa nube di gas e polveri. Hanno un'età di circa un centinaio di milioni di anni, molto inferiore a quella del Sole, e per questo molte di esse brillano ancora con il caratteristico colore azzurro delle stelle più calde.

Tra tutte spicca una presenza insolita: BM Scorpii, una gigante arancione facilmente riconoscibile sul lato occidentale dell'ammasso. Il suo colore caldo contrasta con il bianco-azzurro delle altre stelle, regalando a M6 uno degli accostamenti cromatici più suggestivi del cielo estivo. Ancora oggi gli astronomi discutono se questa stella appartenga realmente all'ammasso oppure sia semplicemente allineata lungo la stessa linea di vista.

Questa fotografia è stata realizzata ieri sera, integrando 113 immagini da 20 secondi, per un tempo complessivo di circa 37 minuti. Anche con un piccolo rifrattore da 30 mm è possibile distinguere chiaramente la struttura dell'ammasso e apprezzare il contrasto tra le sue stelle.

L'ultima volta l'avevo fotografato nel 2008 (sono passati 18 anni) con una Canon 300D al fuoco diretto del 130SLT Celestron. 

Gli ammassi aperti sono tra gli oggetti più affascinanti da osservare perché raccontano una storia comune: stelle nate insieme, dalla stessa nube molecolare, che nei prossimi centinaia di milioni di anni si disperderanno lentamente nella Via Lattea, seguendo ciascuna la propria orbita attorno al centro della Galassia.

Dati di ripresa

  • Oggetto: Messier 6 (NGC 6405) – Butterfly Cluster
  • Data: 20 luglio 2026
  • Luogo: Squillace Lido (CZ)
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Integrazione totale: 113 × 20 s (circa 37 minuti)
  • Elaborazione: Siril (pre-processing e stacking), GraXpert (rimozione del gradiente e ottimizzazione del fondo cielo)



Le stelle di M6 sono nate insieme e oggi viaggiano ancora come una famiglia. Tra qualche centinaio di milioni di anni quell'equilibrio si romperà e l'ammasso si dissolverà lentamente nella Via Lattea, ma per noi continuerà a essere una delle più eleganti "farfalle" del cielo estivo.


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lunedì 20 luglio 2026

La Nebulosa Laguna, una culla di stelle nel Sagittario

Tra le meraviglie che popolano il cuore della Via Lattea, poche sono riconoscibili quanto M8, la celebre Nebulosa Laguna. Situata nella costellazione del Sagittario, a circa 4.000 anni luce dalla Terra, è una delle più grandi e luminose regioni di formazione stellare visibili dal nostro emisfero.

Il suo nome deriva dalla caratteristica banda scura di polveri che sembra dividere la nebulosa in due parti, come una laguna attraversata da un canale. In realtà, ciò che osserviamo è un'immensa nube di idrogeno e polveri cosmiche, estesa per oltre cento anni luce, all'interno della quale continuano a nascere nuove stelle.

Al centro della nebulosa si trova il giovane ammasso aperto NGC 6530, composto da stelle nate solo pochi milioni di anni fa. La loro intensa radiazione ultravioletta illumina il gas circostante, facendolo brillare con le tipiche tonalità rossastre dell'idrogeno ionizzato.

Questa fotografia è stata realizzata ieri sera da Squillace Lido, integrando 59 esposizioni da 20 secondi, per un totale di circa 20 minuti. Un tempo relativamente breve, ma sufficiente a rivelare la struttura principale della nebulosa e parte delle nubi oscure che la attraversano.

Ogni immagine del cielo profondo è anche una fotografia del passato. La luce raccolta da questa nebulosa ha iniziato il suo viaggio quando sulla Terra si sviluppavano le prime grandi civiltà dell'Età del Bronzo. Dopo quattromila anni di viaggio nello spazio, quei fotoni hanno raggiunto il sensore del telescopio, permettendoci di osservare un luogo dell'Universo dove la nascita delle stelle continua ancora oggi.

Dati di ripresa

  • Oggetto: M8 – Nebulosa Laguna (NGC 6523) e ammasso aperto NGC 6530
  • Data: 19 luglio 2026
  • Luogo: Squillace Lido (CZ)
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Integrazione totale: 20 minuti (59 × 20 s)
  • Elaborazione: Siril (pre-processing e stacking), GraXpert (rimozione del gradiente e ottimizzazione del fondo cielo)

Ogni regione di formazione stellare racconta la stessa storia da milioni di anni: mentre alcune stelle concludono il loro ciclo vitale, altre stanno appena iniziando il proprio. La Via Lattea continua a rinnovarsi, e la Nebulosa Laguna è uno dei luoghi in cui questo processo si lascia osservare con maggiore evidenza.


Alla prossima...

domenica 19 luglio 2026

M17, il Cigno tra le stelle del Sagittario

Nelle notti estive il Sagittario è una delle costellazioni più ricche di meraviglie del cielo profondo. Puntando il telescopio poco a nord dell'asterismo della "Teiera", si incontra una luminosa nube di gas nota come M17, conosciuta anche come Nebulosa Omega, Nebulosa Cigno o Nebulosa Ferro di Cavallo.

Osservata con piccoli strumenti, la sua parte più brillante ricorda la sagoma di un cigno con il collo ricurvo, da cui deriva uno dei suoi nomi più popolari.

In realtà M17 è molto più di una curiosa forma nel cielo. Si tratta di una vasta regione di formazione stellare situata a circa 5.500 anni luce dalla Terra, dove giovani stelle, nate solo da pochi milioni di anni, stanno illuminando e modellando l'enorme nube di idrogeno che le circonda. La loro intensa radiazione scolpisce il gas e la polvere, creando le strutture luminose che possiamo osservare nelle fotografie.

La mappa mostra la posizione della nebulosa nella parte settentrionale della costellazione del Sagittario, non lontano da altri celebri oggetti del catalogo Messier come M8 (Nebulosa Laguna), M20 (Nebulosa Trifida) e M22, uno degli ammassi globulari più spettacolari del cielo estivo.

Questa immagine è stata realizzata da Squillace Lido durante la serata di ieri, tutt'altro che perfetta. Il cielo urbano e un tempo di integrazione di appena sette minuti non permettono di estrarre tutti i dettagli della nebulosa, ma sono comunque sufficienti per documentare una delle più grandi "fabbriche di stelle" della Via Lattea.

È sorprendente pensare che una nube distante migliaia di anni luce possa essere registrata con una strumentazione così compatta e in così poco tempo. Ancora una volta, la tecnologia moderna dimostra quanto l'astrofotografia sia diventata accessibile anche in condizioni lontane dall'essere ideali.

Dati di ripresa

  • Oggetto: M17 – Nebulosa Omega (Nebulosa Cigno)
  • Data: 18 luglio 2026
  • Luogo: Squillace Lido (CZ)
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Integrazione totale: 7 minuti
  • Elaborazione: Siril (pre-processing e stacking), GraXpert (rimozione del gradiente e ottimizzazione del fondo cielo)



Ogni estate il Sagittario ci offre una finestra sul cuore della Via Lattea. M17 è uno dei luoghi in cui quella Galassia continua ancora oggi a costruire nuove stelle, ricordandoci che l'Universo non è un luogo immobile, ma un laboratorio in continua evoluzione.


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giovedì 2 luglio 2026

Il nostro Sole oggi

2 luglio 2026 – Voghera

L'attività del Sole continua a mantenersi elevata. Nella fotografia di oggi spiccano le regioni attive AR 4478 e AR 4479, entrambe caratterizzate da una configurazione magnetica Beta-Gamma-Delta, una delle più complesse utilizzate nella classificazione delle macchie solari.

Questa configurazione indica la presenza di polarità magnetiche opposte strettamente intrecciate all'interno della stessa regione attiva. Quando i campi magnetici diventano così complessi, possono accumulare enormi quantità di energia che, se rilasciata improvvisamente, dà origine ai brillamenti solari più intensi, compresi quelli di classe X, i più energetici della scala.

Naturalmente la presenza di una configurazione Beta-Gamma-Delta non significa che un forte brillamento sia inevitabile, ma indica che la regione possiede le caratteristiche magnetiche favorevoli perché possa verificarsi.

Seguire giorno dopo giorno l'evoluzione di queste macchie permette di osservare come il Sole sia una stella tutt'altro che immutabile, in continua trasformazione.

Dati di ripresa

  • Data: 2 luglio 2026
  • Luogo: Voghera (PV)
  • Soggetto: Sole con le regioni attive AR 4478 e AR 4479
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm
  • Focale reale: 160 mm (f/5,3)
  • Focale equivalente: 491 mm
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Filtro: filtro solare certificato (trasmissione 0,1%)



⚠️ Le osservazioni e le fotografie del Sole sono state effettuate esclusivamente con un filtro solare certificato montato davanti all'obiettivo. Non osservare mai il Sole direttamente senza un'adeguata protezione.

Ogni gruppo di macchie è il segno visibile di forze magnetiche immense. Fotografarle significa osservare, giorno dopo giorno, l'energia della nostra stella mentre modella la sua superficie.


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lunedì 22 giugno 2026

La Luna nel cielo d'estate

Le sere d'estate non sono le sole a regalare belle osservazioni. Anche nelle ore del giorno, quando il cielo è ancora di un intenso colore azzurro, la Luna continua il suo lento cammino tra le stelle.

Questa immagine, realizzata da Voghera il 22 giugno 2026, mostra il nostro satellite poco oltre il Primo Quarto. Lungo il terminatore, la linea che separa il giorno dalla notte lunare, i crateri e le catene montuose risaltano grazie alle lunghe ombre proiettate dal Sole, rendendo questa fase una delle più interessanti per l'osservazione.

Mi piace fotografare la Luna anche quando il cielo non è ancora buio. Il contrasto con l'azzurro dell'atmosfera terrestre ricorda che il nostro satellite non appartiene soltanto alla notte: è una presenza discreta che accompagna anche le giornate estive, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Dati di ripresa

  • Data: 22 giugno 2026
  • Luogo: Voghera (PV)
  • Soggetto: Luna crescente
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585


La Luna non ha bisogno del buio per farsi osservare. Siamo noi che, troppo spesso, dimentichiamo di alzare lo sguardo anche durante il giorno.


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mercoledì 17 giugno 2026

Falce di Luna e Venere

Ci sono incontri che non hanno bisogno di essere spettacolari per catturare lo sguardo.

La sottile falce di Luna e Venere hanno accompagnato il tramonto del 17 giugno 2026, regalando uno di quei cieli che invitano semplicemente a fermarsi qualche minuto con il naso all'insù.

La prima immagine mostra la congiunzione immersa nelle ultime luci del crepuscolo di Voghera (PV), mentre la seconda rivela, attraverso il telescopio, la delicata falce lunare con il pianeta che brilla poco più in alto.

Un promemoria di quanto il cielo sappia offrire bellezza anche senza eventi eccezionali: basta concedergli il tempo di osservarlo.

Dati di ripresa

  • Data: 17 giugno 2026
  • Soggetti: Luna crescente e Venere
  • Luogo: Voghera - Oltrepò Pavese
  • Strumento (dettaglio): Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585

 


Ci sono sere in cui il cielo non chiede di essere studiato, ma semplicemente osservato.


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martedì 26 maggio 2026

La Luna non aspetta la notte

Quando pensiamo alla Luna, la immaginiamo quasi sempre immersa nel buio. Eppure il nostro satellite trascorre gran parte del mese visibile anche durante il giorno.

In questa fotografia, realizzata il 26 maggio 2026 sulle colline dell'Oltrepò Pavese, la Luna emerge dal cielo azzurro mostrando mari, altopiani e grandi crateri con un contrasto più delicato rispetto alle riprese notturne.

Può sembrare insolito osservare la Luna in pieno giorno, ma è un fenomeno del tutto normale. A seconda della fase e della sua posizione rispetto al Sole, il nostro satellite può restare sopra l'orizzonte anche per molte ore durante il giorno. L'atmosfera terrestre diffonde la luce solare, rendendo il cielo luminoso, ma la Luna riflette una quantità di luce sufficiente per essere comunque ben visibile.

Osservarla in queste condizioni offre anche un piccolo vantaggio: nelle giornate con un'atmosfera stabile, la turbolenza può essere inferiore rispetto alle ore serali, permettendo talvolta di cogliere dettagli sorprendentemente nitidi.

Questa immagine mi ricorda quanto sia facile dare per scontata la presenza della Luna. È sopra di noi anche quando il Sole illumina il paesaggio, ma spesso non la notiamo semplicemente perché non siamo abituati a cercarla.

Dati di ripresa

  • Data: 26 maggio 2026
  • Luogo: Oltrepò Pavese
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585



Il cielo non cambia quando cala il Sole. Cambia soltanto il nostro modo di guardarlo.


Alla prossima...