lunedì 22 giugno 2026

La Luna nel cielo d'estate

Le sere d'estate non sono le sole a regalare belle osservazioni. Anche nelle ore del giorno, quando il cielo è ancora di un intenso colore azzurro, la Luna continua il suo lento cammino tra le stelle.

Questa immagine, realizzata da Voghera il 22 giugno 2026, mostra il nostro satellite poco oltre il Primo Quarto. Lungo il terminatore, la linea che separa il giorno dalla notte lunare, i crateri e le catene montuose risaltano grazie alle lunghe ombre proiettate dal Sole, rendendo questa fase una delle più interessanti per l'osservazione.

Mi piace fotografare la Luna anche quando il cielo non è ancora buio. Il contrasto con l'azzurro dell'atmosfera terrestre ricorda che il nostro satellite non appartiene soltanto alla notte: è una presenza discreta che accompagna anche le giornate estive, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Dati di ripresa

  • Data: 22 giugno 2026
  • Luogo: Voghera (PV)
  • Soggetto: Luna crescente
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585


La Luna non ha bisogno del buio per farsi osservare. Siamo noi che, troppo spesso, dimentichiamo di alzare lo sguardo anche durante il giorno.


Alla prossima...

mercoledì 17 giugno 2026

Falce di Luna e Venere

Ci sono incontri che non hanno bisogno di essere spettacolari per catturare lo sguardo.

La sottile falce di Luna e Venere hanno accompagnato il tramonto del 17 giugno 2026, regalando uno di quei cieli che invitano semplicemente a fermarsi qualche minuto con il naso all'insù.

La prima immagine mostra la congiunzione immersa nelle ultime luci del crepuscolo di Voghera (PV), mentre la seconda rivela, attraverso il telescopio, la delicata falce lunare con il pianeta che brilla poco più in alto.

Un promemoria di quanto il cielo sappia offrire bellezza anche senza eventi eccezionali: basta concedergli il tempo di osservarlo.

Dati di ripresa

  • Data: 17 giugno 2026
  • Soggetti: Luna crescente e Venere
  • Luogo: Voghera - Oltrepò Pavese
  • Strumento (dettaglio): Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585

 


Ci sono sere in cui il cielo non chiede di essere studiato, ma semplicemente osservato.


Alla prossima...

martedì 26 maggio 2026

La Luna non aspetta la notte

Quando pensiamo alla Luna, la immaginiamo quasi sempre immersa nel buio. Eppure il nostro satellite trascorre gran parte del mese visibile anche durante il giorno.

In questa fotografia, realizzata il 26 maggio 2026 sulle colline dell'Oltrepò Pavese, la Luna emerge dal cielo azzurro mostrando mari, altopiani e grandi crateri con un contrasto più delicato rispetto alle riprese notturne.

Può sembrare insolito osservare la Luna in pieno giorno, ma è un fenomeno del tutto normale. A seconda della fase e della sua posizione rispetto al Sole, il nostro satellite può restare sopra l'orizzonte anche per molte ore durante il giorno. L'atmosfera terrestre diffonde la luce solare, rendendo il cielo luminoso, ma la Luna riflette una quantità di luce sufficiente per essere comunque ben visibile.

Osservarla in queste condizioni offre anche un piccolo vantaggio: nelle giornate con un'atmosfera stabile, la turbolenza può essere inferiore rispetto alle ore serali, permettendo talvolta di cogliere dettagli sorprendentemente nitidi.

Questa immagine mi ricorda quanto sia facile dare per scontata la presenza della Luna. È sopra di noi anche quando il Sole illumina il paesaggio, ma spesso non la notiamo semplicemente perché non siamo abituati a cercarla.

Dati di ripresa

  • Data: 26 maggio 2026
  • Luogo: Oltrepò Pavese
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585



Il cielo non cambia quando cala il Sole. Cambia soltanto il nostro modo di guardarlo.


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sabato 2 maggio 2026

Il nostro Sole oggi

2 maggio 2026 – ore 12:38 LT (10:38 UTC)

L'attività della nostra stella continua a mantenersi sostenuta. Sul disco solare sono presenti numerose regioni attive distribuite sia nell'emisfero settentrionale sia in quello meridionale, testimonianza di un Sole ancora pienamente inserito nella fase di massimo del suo ciclo di attività.

Particolarmente evidenti sono le regioni AR 14429, caratterizzata da un articolato gruppo di macchie, e AR 14431, ormai prossima al lembo occidentale del Sole. Ben visibili anche le regioni AR 14425, AR 14427 e AR 14428, mentre AR 14424 e AR 14430 si avviano verso l'uscita dal disco apparente.

Le macchie solari non sono strutture permanenti: possono nascere, evolvere e scomparire nell'arco di pochi giorni, seguendo la continua evoluzione dei campi magnetici della fotosfera. Documentarle fotograficamente permette di seguire quasi in tempo reale la "meteorologia" della nostra stella.

Dati di ripresa

  • Data: 2 maggio 2026
  • Ora: 12:38 LT (10:38 UTC)
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm
  • Focale reale: 160 mm (f/5,3)
  • Focale equivalente: 491 mm
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Filtro: filtro solare certificato (trasmissione 0,1%)
⚠️ Tutte le osservazioni e le fotografie del Sole sono state effettuate esclusivamente utilizzando un filtro solare certificato montato davanti all'obiettivo. Osservare il Sole senza un'adeguata protezione può provocare danni permanenti alla vista e alla strumentazione.



Ogni fotografia del Sole rappresenta un'istantanea di un astro in continua evoluzione. Anche se a occhio nudo sembra immutabile, la sua superficie cambia giorno dopo giorno, ricordandoci che la stella più vicina alla Terra è anche una delle più dinamiche del Sistema Solare.


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domenica 26 aprile 2026

Quando la città non spegne le stelle

L'astrofotografia viene spesso associata a cieli bui, montagne lontane e notti perfette. Sono condizioni ideali, certo, ma non sempre sono quelle che abbiamo a disposizione.

Queste immagini sono nate in un contesto ben diverso: un parcheggio cittadino, circondato da lampioni, asfalto e dal bagliore costante dell'illuminazione pubblica. Non il luogo che si sceglierebbe per fotografare galassie e ammassi stellari.

Eppure, proprio per questo, ho voluto mettermi alla prova.

L'obiettivo non era realizzare immagini perfette, ma capire fino a dove potesse spingersi una strumentazione compatta in condizioni tutt'altro che favorevoli. In fondo, anche questo fa parte dell'astrofotografia: sperimentare, conoscere i limiti della propria attrezzatura e, qualche volta, scoprire che sono un po' più lontani di quanto si immaginasse.

I protagonisti di questa breve sessione sono alcuni tra gli oggetti più noti del cielo primaverile.

L'Ammasso del Presepe (M44), uno degli ammassi aperti più vicini alla Terra; la celebre coppia formata da M81 e M82, due galassie molto diverse tra loro ma legate gravitazionalmente; la Galassia Vortice (M51), con i suoi eleganti bracci a spirale e la piccola galassia compagna; infine M101, la Galassia Girandola, una vasta spirale osservata quasi perfettamente di faccia.

Sapere che la luce raccolta da queste immagini ha viaggiato per milioni di anni, riuscendo infine a emergere anche attraverso il bagliore della città, è forse l'aspetto più sorprendente dell'intera esperienza.

L'inquinamento luminoso rimane uno dei principali ostacoli per chi osserva il cielo, e nulla potrà sostituire un vero cielo buio. Tuttavia, la tecnologia attuale permette di continuare a esplorare l'Universo anche quando le condizioni sono lontane dall'essere ideali.

Forse è proprio questo il messaggio più bello di questa serata: non sempre possiamo scegliere il cielo che abbiamo sopra di noi, ma possiamo scegliere di continuare a guardarlo.

Dati di ripresa:

Data: 25 aprile 2026

Oggetti ripresi:
  • M44 (Ammasso del Presepe): 8 × 20 s
  • M51 (Galassia Vortice): 24 × 20 s
  • M101 (Galassia Girandola): 22 × 20 s
  • M81 e M82 (Galassie di Bode e Sigaro): 15 × 20 s
Strumento: Seestar S30 Pro
Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
Sensore: Sony CMOS IMX585
Elaborazione: Siril (pre-processing e stacking), GraXpert (rimozione del gradiente e ottimizzazione del fondo cielo).

M44 (Ammasso del Presepe)

M51 (Galassia Vortice)

M101 (Galassia Girandola)

M81 e M82 (Galassie di Bode e Sigaro)

Tra milioni di lampioni e milioni di stelle, queste ultime continuano ancora a vincere. Basta concedere loro un po' di tempo per farsi vedere.


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sabato 18 aprile 2026

Nel cuore della Nebulosa Girino

Ci sono oggetti del cielo profondo che, osservati per la prima volta, sorprendono più per la loro storia che per le loro dimensioni apparenti. La Nebulosa Girino (IC 410) è uno di questi.

A oltre 12.000 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell'Auriga, si estende una vasta nube di idrogeno ionizzato che ospita il giovane ammasso aperto NGC 1893. Le stelle che lo compongono hanno appena pochi milioni di anni e, con la loro intensa radiazione ultravioletta, stanno modellando il gas circostante, scolpendo le forme irregolari che rendono questa nebulosa così affascinante.

Tra le strutture più caratteristiche si trovano i cosiddetti "girini", due dense colonne di gas e polveri lunghe diversi anni luce, all'interno delle quali potrebbero essere ancora in formazione nuove stelle. È proprio da queste strutture che la nebulosa prende il suo nome.

Questa immagine è stata realizzata dal centro urbano di Voghera (PV), un contesto certamente non ideale per la fotografia del cielo profondo. Eppure, grazie ai moderni sensori e alle tecniche di acquisizione ed elaborazione, è possibile registrare dettagli che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili con una strumentazione così compatta.

È forse questo l'aspetto che più mi colpisce: non tanto l'immagine in sé, quanto il fatto che una regione di formazione stellare distante oltre dodicimila anni luce possa essere fotografata dal cortile di casa, nel mezzo delle luci della città.

Dati di ripresa

  • Oggetto: NGC 1893 e Nebulosa Girino (IC 410)
  • Data: 18 aprile 2026
  • Ora: 21:45 LT (19:45 UTC)
  • Luogo: Voghera (PV)
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm – 160 mm f/5,3
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Integrazione totale: 340 s (17 × 20 s)
  • Elaborazione: Siril (pre-processing e stacking), GraXpert (rimozione del gradiente e ottimizzazione del fondo cielo)


Ogni fotografia del cielo profondo è, in fondo, un viaggio nel tempo. La luce raccolta questa sera ha lasciato la Nebulosa Girino quando sulla Terra l'uomo non aveva ancora scritto una sola pagina della propria storia. Oggi, dopo oltre dodicimila anni di viaggio, è arrivata fino al sensore di un piccolo telescopio nel cuore di una città. 


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Il nostro Sole oggi – Prima luce del Seestar S30 Pro

Ci sono immagini che, dal punto di vista fotografico, non sono necessariamente le più spettacolari. Eppure hanno un valore speciale perché segnano un nuovo inizio.

Questa è la prima fotografia del Sole realizzata con il mio nuovo Seestar S30 Pro, arrivato pochi giorni fa. Ho scelto proprio la nostra stella per inaugurarlo: un soggetto perfetto per iniziare a conoscere le potenzialità di un nuovo strumento.

L'immagine è stata acquisita il 18 aprile 2026 alle 13:23 (ora italiana), corrispondenti alle 11:23 UTC. In quel momento era ben visibile la regione attiva AR 4419, caratterizzata da un gruppo di macchie solari bipolari classificato Beta-Gamma secondo la classificazione magnetica del NOAA. Dal punto di vista morfologico il gruppo apparteneva alla classe Eki, indice di una struttura estesa e complessa.

Osservare il Sole significa assistere ai continui cambiamenti della sua superficie. Le macchie solari sono la manifestazione di intense concentrazioni di campo magnetico e possono evolvere sensibilmente anche nel giro di poche ore. Fotografarle con regolarità permette di seguire l'evoluzione dell'attività della nostra stella.

Questa immagine rappresenta anche il primo test sul campo del Seestar S30 Pro. Nonostante le dimensioni estremamente compatte, lo strumento si è dimostrato semplice da utilizzare e molto efficace anche nelle riprese solari, naturalmente impiegando l'apposito filtro solare certificato, indispensabile per qualsiasi osservazione del Sole in totale sicurezza.

Dati di ripresa

  • Data: 18 aprile 2026
  • Ora: 13:23 LT (11:23 UTC)
  • Strumento: Seestar S30 Pro
  • Ottica: rifrattore apocromatico 30 mm
  • Focale reale: 160 mm (f/5,3)
  • Sensore: Sony CMOS IMX585
  • Focale equivalente: 491 mm
  • Esposizione: 1/250 s
  • Filtro: filtro solare in dotazione Seestar


Ogni nuovo strumento ha bisogno della sua "prima luce". Non è un traguardo, ma l'inizio di un percorso fatto di osservazioni, esperimenti e, soprattutto, della stessa curiosità che continua a spingermi a guardare il cielo, anche in pieno giorno.

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