sabato 22 luglio 2017

Una notte sotto la Via Lattea

Ci sono serate in cui basta allontanarsi dalle luci della città per ritrovare uno degli spettacoli più affascinanti che il cielo possa offrire: la Via Lattea.

In queste immagini è protagonista il tratto più ricco e luminoso della nostra Galassia, quello che si sviluppa tra le costellazioni dello Scorpione, del Sagittario e dello Scudo, in direzione del centro galattico. È proprio verso questa regione che il numero di stelle aumenta in modo impressionante, dando origine alla caratteristica fascia lattiginosa che attraversa il cielo estivo.

A occhio nudo la Via Lattea appare come una tenue nube luminosa, ma una semplice fotocamera, grazie a esposizioni di alcuni secondi, riesce già a rivelarne la straordinaria ricchezza di dettagli: immense nubi di stelle, oscure nebulose di polveri interstellari e numerose regioni di formazione stellare.

Nella seconda immagine, sulla sinistra, spicca anche Saturno, facilmente riconoscibile per la sua luce giallastra e costante, mentre domina una delle aree più spettacolari dell'intero cielo boreale.

Ogni volta che osservo questo panorama non posso fare a meno di pensare che quella debole scia luminosa è in realtà la visione del disco della nostra Galassia osservato dall'interno. Le migliaia di stelle visibili a occhio nudo sono soltanto una piccolissima parte dei circa 200 miliardi di stelle che popolano la Via Lattea, un'immensa città cosmica nella quale anche il nostro Sole occupa un posto del tutto ordinario. 





Alla prossima.


venerdì 17 marzo 2017

I colori nascosti della Luna

Eccomi qui, tornando a dedicare uno scatto al nostro satellite naturale. Questa immagine, realizzata questa sera da un singolo fotogramma, è stata elaborata con una particolare tecnica di post-produzione che permette di mettere in evidenza i cosiddetti "colori nascosti" della Luna.

Si tratta di un metodo che alcuni anni fa è stato pubblicato in un mio articolo su una rivista di astronomia e che consente di amplificare sottilissime differenze cromatiche normalmente impercettibili all'occhio umano.

Sebbene la Luna ci appaia quasi completamente grigia, i sensori digitali registrano lievi variazioni di colore dovute alle diverse proprietà di riflettanza del regolite. Queste sono strettamente correlate alla composizione mineralogica e chimica dei materiali superficiali, consentendo di distinguere aree formatesi in epoche e condizioni geologiche differenti.

In particolare:

* le tonalità blu sono tipiche dei basalti dei mari lunari più ricchi di ossido di titanio (TiO₂);

* le sfumature arancio, rossastre e violacee identificano materiali con un contenuto di titanio progressivamente inferiore e differenze nella composizione del regolite, legate anche alla presenza di ferro e al grado di maturazione della superficie.

Questa elaborazione non altera i dati registrati dalla fotocamera, ma ne amplifica le informazioni cromatiche, rendendo visibili dettagli composizionali che altrimenti resterebbero nascosti ai nostri occhi. Ciò è sostanzialmente in linea con quanto riportato nelle mappe multispettrali delle missioni Clementine e Lunar Reconnaissance Orbiter.


Alla prossima.



martedì 13 dicembre 2016

La Luna ieri sera

Uno scatto di ieri sera della Luna in versione normale e minerale. 
Acquisizione con fotocamera Fujifilm X-T1 abbinata al piccolo telescopio Skywatcher rifrattore 500mm. Apertura 70mm (@100 iso, 1/180 sec.). 
Post-Produzione in CameraRaw
Uno scatto di ieri sera della Luna in versione normale e minerale. 
Acquisizione con fotocamera Fujifilm X-T1 abbinata al piccolo telescopio Skywatcher rifrattore 500mm. Apertura 70mm (@100 iso, 1/180 sec.). 
Post-Produzione in CameraRaw




Alla prossima

domenica 19 luglio 2015

Qualche scatto a largo campo da Tirivolo (Sila - CZ) 19/07/2015 ore 00:30 circa



Le immagini seguenti sono ognuna il risutato di 3 scatti da 20 secondi realizzati con Canon 600D + zoom Canon 10-18mm @10mm su cavalletto  (focus manuale - f 4.5 - iso 3200 - WB luce solare).


Alla prossima

sabato 14 dicembre 2013

14 dicembre 2013: COMETA C/2013R1 - LOVEJOY



Sveglia presto stamattina per sistemare la fotocamera per la ripresa della cometa di questo Natale, la cometa LOVEJOY (C/2013R1).

Non ho usato ne telescopio ne montatura motorizzata, ma semplicemente la mia Canon 600D col sigma 70-300 alla focale di 180mm impostata a 12800 ISO e sistemata sul cavalletto fisso.

Per evitare di ottenere le "strisciate di stelle", non avendo usato un inseguitore, ho dovuto calcolare il tempo massimo di esposizione per ottenere stelle puntiformi. Questo valore è calcolabile con la seguente formula:
T.Max= 550/ (F Cos Decl)

dove T.Max è il nostro tempo massimo in secondi, F è la focale dell'obiettivo tenendo conto della misura del sensore e Decl è la declinazione del campo inquadrato.

Con  F  = 288mm, ricavato da 180mm x 1.6 per la Canon 600D e Decl = 30 (declinazione della cometa nel momento in cui fotografavo) la formula per il calcolo quindi è 

                                                        
T.Max= 550/ (288 x 0.866) = 2,2 secondi


Le riprese sono iniziate con dei test alle 4:45 LT per proseguire poi con gli scatti definitivi alle 5:15 LT (4:15 TU)


Per ottenere questa immagine, ho effettuato 47 scatti da 2 secondi ciascuno + 9 scatti di dark (col tappo davanti l'obiettivo per intenderci) che servono per la rimozione del rumore dovuto all'alta sensibilità impostata. L'elaborazione (allineamento e 'somma' degli scatti) è stata fatta con DeepSkyStacker per una posa equivalente a 90 secondi. Taglio finale e sistematina dei colori per togliere l'inquinamento luminoso con Photoshop.

Sono abbastanza soddisfatto del risultato e su questa foto non posso che augurare a tutti BUON NATALE.

Alla prossima



mercoledì 6 giugno 2012

6 giugno 2012: L'evento con la "V" maiuscola.

Non potevo mancare all'appuntamento di stamattina con VENERE in transito sul SOLE.
Un fenomeno molto raro, che si verifica ogni 105 o 120 anni con una coppia di eventi 'brevi' a distanza di 8 anni. L’ultimo di questi eventi lo abbiamo avuto l’8 giugno 2004 e dopo quello di stamattina, 6 giugno 2012, il prossimo non si verificherà prima del 2117!
Le foto che vedete sono la sintesi di usa sessione fotografica iniziata appena spuntato il sole dalle mie parti (alle 6:00 circa) e fino alla fine dell'evento quando il pianeta era appena visibile sul bordo della nostra stella. 
Le foto le ho scattate con la Canon 300D a bordo del mio telescopio di 1800 mm di focale.


Inoltre ho eseguito tra uno scatto e un altro delle riprese con la Imaging Source ricavando delle immagini più ravvicinate:

Ore 6:04 (LT)

Ore 6:22 (LT)

Alla prossima

domenica 18 marzo 2012

Effetto SCINTILLIO ovvero "Linee Cinetiche"

Quello che voglio presentare oggi è un vero e proprio "divertissement" atto a dimostrare il fenomeno dello scintillio delle stelle. Si tratta di un esercizio ispirato al lavoro di una fotografa ungherese, Monika Landy-Gyebnar, che io definirei - riprendento il titolo di un vecchio sito web realizzato dal sottoscritto a metà anni '90 insieme al mio amico ed ex collega Raffaele Cardamone - "Linee Cinetiche"

Le stelle, tutti lo sanno, emettono luce propria e nel cielo appaiono come puntini più o meno luminosi a differenza dei pianeti che riflettono la luce del nostro Sole.
La caratteristica più evedente delle stelle è che si vedono scintillare, aumentando e diminuendo la loro brillantezza. I pianeti invece no.

La ragione di questo scintillio delle stelle - molto lontane e quindi apparentemente più piccole dei pianeti - è dovuta all'atmosfera terrestre e alle masse d'aria che muovendosi disordinatamente deviano, disperdendoli, i raggi di luce provenienti dalle stesse.

Questo effetto è ancora più evidente se le stelle sono più basse e più vicine all'orizzonte in quanto rispetto allo zenit il tragitto dei raggi nell'atmosfera aumenta di più (tra lo zenit e l'orizzonte si perde circa l'82% in visibilita ovvero 5,40 magnitudini).

Usando la tecnica della lunga esposizione (posa B) sulle stelle e sui pianeti avendo l'accortezza di non mettere la fotocamera su un cavalletto, ma tenendola con le mani, si otterrà una scia luminosa, uno "scarabocchio" (qualcuno ricorderà il ritratto di Pablo Picasso, realizzato da Gjon Mili, a Vallauris, in Francia, nel 1949), che rivela questo scintillio.

Il risultato, lo scarabocchio appunto, è nel caso delle stelle una linea ondulata e di intensità variabile a volte con molti colori. L'effetto sarà più evidente se la stella è più bassa nel cielo e quindi più vicina all'orizzonte.

Fotografando un pianeta, tuttavia, non si registrerà alcun cambiamento: il colore e la larghezza della scia è pressochè costante.

Per ottenere le 6 scie che vi propongo (3 pianeti e 3 stelle a varie altezze) ho utilizzato la mia Canon Eos 300D con zoom 70-300 alla focale di 300 mm a f.5.6, iso 800, 3.2 secondi exp. a mano libera e cercando di tenere il più possibile al centro l'oggetto da fotografare per non invadere tutto il fotogramma.

Come si può vedere i pianeti producono una scia costante, mentre le stelle una scia non omogenea e nel caso di Rigel, più bassa sull'orizzonte, si nota anche il cambiamento di colore dovuto alla turbolenza atmosferica:


Alla prossima.