A prima vista la Luna sembra un mondo in bianco e nero. Eppure abbiamo capito in questi anni che osservandola con attenzione e utilizzando una particolare elaborazione fotografica, emergono sfumature che l'occhio umano normalmente non riesce a percepire.
L'immagine di questa sera mette in evidenza ancora una volta proprio questi colori nascosti, che non sono artificiali ma corrispondono a reali differenze nella composizione della superficie lunare.
Le tonalità azzurre e violacee identificano principalmente antiche colate di basalto ricche di titanio, che hanno riempito gli enormi bacini d'impatto formando i cosiddetti mari lunari. Le aree più chiare, invece, appartengono agli altopiani ricchi di anortosite, la crosta primordiale della Luna, mentre le diverse sfumature raccontano variazioni nella quantità di ferro, titanio e nel grado di alterazione del suolo dovuto al continuo bombardamento di micrometeoriti.
È sorprendente pensare che ciò che appare come una semplice differenza di colore sia, in realtà, una vera e propria carta geologica del nostro satellite naturale.
La Luna di questo scatto odierno si trova in fase gibbosa crescente, con circa il 67% del disco illuminato. Il terminatore attraversa ancora regioni ricchissime di dettagli, mentre l'elaborazione cromatica permette di apprezzare anche le differenze mineralogiche tra i grandi mari basaltici e gli antichi altopiani.
Dati di ripresa
- Data e ora: 29 giugno 2020, ore 22:32 CEST (20:32 UTC)
- Distanza dalla Terra: 365.665 km
- Fase: gibbosa crescente
- Età della Luna: 8,58 giorni
- Illuminazione: 67,2%
- Diametro apparente: 32,68'
- Strumentazione: fotocamera Fujifilm X-T1 al fuoco diretto di un telescopio Intes Maksutov-Cassegrain (150 mm) con focale equivalente di 3000 mm.
- Elaborazione: aumento progressivo della saturazione cromatica per evidenziare le naturali differenze di riflettanza e composizione mineralogica della superficie lunare.


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